L’Ema, l’Agenzia Europea per il farmaco, ha pubblicato i dati sull’uso di antibiotici veterinari mettendo in mostra la riduzione del 34% in 7 anni (dal 2011 al 2018).

Nonostante risulti ancora che l’Italia sia uno dei maggiori utilizzatori di antibiotico si è chiarito che il maggior numero di ricette elettroniche sia destinato agli animali d’affezione. Risulta infatti, da recenti ricerche svolte sulla ricetta elettronica (a pieno regime dal 2020), che sono 750 mila le ricette prescritte per farmaci destinati ad animali zootecnici, mentre sono oltre 10 milioni quelle destinate agli animali d’affezione, i famosi “pet”.

La critica sul fatto che ad ogni ricetta ovviamente può essere collegata una quantità molto diversa di prodotto viene arginata semplicemente per il fatto che la ricetta elettronica mostra esattamente il numero di confezioni prescritte, 9 milioni per gli animali zootecnici e 16 milioni per gli animali da compagnia, 22 milioni contro 24,4 milioni se si considera anche la scorta.

Dato che la matematica è pura realtà e non una semplice opinione, complichiamo un attimo andando a calcolare il rapporto Peso Animale/Farmaco. 280 milioni di peso vivo per i pet, 3.6 miliardi per lo zootecnico.

Totale? 0,087 confezioni/chilo per i pet e 0,0061 confezioni/chilo per la zootecnia…oltre 10 volte di più!!!

Sarebbe curioso valutare anche l’incidenza del principio attivo ma la ricetta elettronica non ci permette ancora di farlo.

A questo punto riteniamo giusto concludere, aggiungendo anche che l’AIFA (Agenzia Italiana per il Farmaco) ha messo in luce la propria preoccupazione per l’eccessivo uso improprio di terapie antibiotiche a livello umano, che gli allevamenti non sono proprio così “ghiotti” di farmaci e che la dieta deve essere prescritta, rigorosamente con ricetta elettronica, prima ad altri settori

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