Il prosciutto DOP ha i giorni contati?

Peste Suina Africana e gestione dissennata dei tipi genetici ammessi: una tempesta perfetta che ci potrebbe lasciare presto senza prosciutti.

Assosuini, che rappresenta una parte significativa degli allevatori suinicoli italiani fornitori delle cosce destinate al circuito tutelato DOP, è seriamente preoccupata per le criticità che ha portato al mondo allevatoriale l’entrata in vigore dei nuovi Disciplinari di Produzione dei Prosciutti di Parma e San Daniele rispetto al tema “genetica”.

Si stanno infatti manifestando tutte le problematiche derivanti dalla gestione dissennata dei tipi genetici ammessi, soprattutto della linea femminile, lasciata nelle sole mani di un ente che da anni è in palese conflitto di interessi. Tra queste, l’assurda esclusione dei tipi genetici ibridi non italiani. Questo causerà inevitabilmente il crollo delle produzioni tipiche, mettendo in ginocchio tutto il settore. In pratica, stiamo rischiando seriamente di restare senza prosciutti.

Ma questo significa che finora l’intera filiera suinicola sarebbe stata non conforme? L’introduzione della disciplina delle scrofe ammesse al circuito, è avvenuta senza aver avuto la minima conoscenza delle effettive consistenze delle tipologie delle scrofe presenti presso gli allevamenti aderenti al circuito, unitamente all’adozione di un sistema di ammissione/esclusione a dir poco carente sotto il profilo scientifico. Questa mancanza di competenze in merito sta seriamente mettendo a rischio la tenuta dell’intero sistema. Il settore si sta opponendo con forza da anni a questo decreto che taglierà fuori dal mercato italiano i tipi genetici che costituiscono quasi tutte le case genetiche che operano regolarmente da anni in Italia, con le loro linee ibride nelle produzioni DOP e IGP.

Questa situazione surreale, che ben rappresenta l’effettivo stato della filiera suinicola italiana, si inserisce anche nell’attuale contesto emergenziale della Peste Suina Africana che, se non immediatamente gestito, potrebbe comportare la fine di tutto il sistema. Inoltre, con il crollo della disponibilità di cosce fresche destinate al circuito tutelato DOP, sarà inesorabile l’aumento del loro costo ed il rischio di non riuscire a distinguere al consumo una coscia stagionata DOP rispetto alla sua geneticamente paritetica non DOP, con probabili ripercussioni sulla valorizzazione economica finale della coscia tutelata e creando, come se non bastasse, ulteriori dubbi e confusione nel consumatore.

Anche per questi motivi, Assosuini organizzerà a breve un incontro volto a delucidare le conseguenze delle scelte fatte. Nonché le proposte che intende esporre, con un confronto serio, costruttivo e pragmatico, volto ad individuare le soluzioni opportune e necessarie per evitare un disastro annunciato.

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