Il giorno 3 giugno 2020, nell’ambito del Mercato di Fossano (CN) si terrà una manifestazione pacifica di allevatori di suini per evidenziare la drammaticità in cui si trova il settore suinicolo: rischio chiusura allevamenti per prezzo inaccettabile del suino pesante Dop di €1,03/kg contro un costo di produzione di oltre € 1,40 a causa principalmente della crisi delle vendite del prosciutto crudo di Parma (e a parte la causa, chiusura ristorazione/export, è stato proposto nell’ultimo trimestre a prezzo più alto al consumatore!).

Assosuini sarà presente per manifestare contro questa situazione, in cui il prezzo dei suini è precipitato in questi ultimi mesi mettendo in ginocchio il settore, e i presenti si atterranno a tutte le misure normative vigenti emanate in merito all’emergenza coronavirus.

Assosuini ci sarà per far sentire forte la sua voce e per ribadire le proposte portate avanti in molte sedi (tavoli regionali e nazionali, mipaaf, newsletter) da mesi, e restate a tutt’oggi inapplicate.

PROPOSTE

Le riproponiamo in questa sede affinchè tutti siano a conoscenza di quello che abbiamo proposto per cercare di risollevare il mercato per i mesi a venire:

  • DISTOGLIERE dal circuito DOP circa 25.000 suini alla settimana dal peso indicativo di 120/145 kg. Questo per un periodo di 20 settimane, con un contributo da erogare direttamente ai suinicoltori che aderissero all’iniziativa di 40 euro a capo. Questa misura porterebbe a NON stagionare 1.000.000 di cosce per il circuito Dop, scelta inderogabile per fermare “l’incendio che sta bruciando il valore di questa eccellenza”! Se questi capi poi fossero destinati anche all’ammasso (come anche altre organizzazioni hanno chiesto), meglio. Avremo più tempo per valorizzare, e non svendere come succede ora, questa carne di qualità.

Costo intervento 20 milioni di euro;

  • DESTINARE all’ammasso 800.000 cosce stagionate e/o le “mattonelle” già destinate ad essere utilizzate negli affettamenti di prodotto DOP in deroga ai Disciplinari vigenti. Toglieremmo dal mercato un prodotto che si sta deteriorando, perché essendo il più “magro” non può “aspettare” altri 6-10 mesi per essere utilizzato come impone la crisi in corso, e che oggi viene letteralmente svenduto a qualsiasi prezzo (< 5€/kg). Con quest’altra misura riusciremmo a “spegnere l’incendio” sopra accennato. Costo intervento circa 50 milioni di euro;
  • Fondo indigenti: destinare altri 10 milioni di euro, oltre ai 9 ml già stanziati con decreti nazionali, per l’acquisto di circa 250.000 cosce. Anche in questo caso si tratterebbe di selezionare le cosce di tipologia più magra, quelle con una limitata capacità di stagionatura.

Tutto ciò permetterebbe di distogliere da un mercato ultra intasato un quantitativo di prodotto (circa 2.000.000 di prosciutti ) tale da poter liberare i magazzini strapieni che pesano soprattutto sulla DOP Prosciutto di Parma.

Sono proposte concrete che stiamo portando avanti dalle prime settimane che hanno seguito l’emergenza covid-19 e che tutti gli attori della filiera dovrebbero condividere, e magari migliorandole ancora. Registriamo, purtroppo, tante buone intenzioni ma poca concretezza e coerenza nelle azioni. In particolare il Consorzio del Prosciutto di Parma ha chiuso tutte le porte a qualsiasi suggerimento, come se l’emergenza del settore fosse un problema che non tocca tale Organismo.

Ma adesso, dopo quasi tre mesi, non si tratta più di prendere misure strategiche di lungo periodo (…faremo in una seconda fase…) per cercare di governare un sistema ed una filiera produttiva da tempo allo sbando, si tratta di portare ENTRO GIUGNO un minimo di ossigeno ad allevamenti, ma anche a prosciuttifici, che altrimenti saranno costretti a chiudere PER SEMPRE.

Con buona pace del futuro della filiera e di conseguenza degli stessi Consorzi di tutela.

VARIE

Un’ ultima nota per informare che nei giorni scorsi si è tenuta la prima riunione del Gruppo di lavoro promosso da Assosuini avente come tematica “Benessere animale/Classy farm/ Sostenibilità ambientale. Del gruppo fanno parte sia tecnici del settore che si trovano nella loro attività quotidiana ad affrontare tali tematiche praticamente su base giornaliera, sia allevatori aderenti ad Assosuini che hanno sviluppato negli anni una particolare sensibilità in tali ambiti. In una prossima newsletter vi informeremo in maniera dettagliata sugli sviluppi cui l’attività di tale Gruppo di lavoro sta affrontando.

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