Assosuini, PSA: sollecitiamo un più efficace abbattimento dei cinghiali

Liguria e Piemonte, le regioni italiane più colpite dalla PSA, la Peste Suina Africana, hanno disposto fin da gennaio misure drastiche per arginare la sua diffusione: abbattimento di massa di maiali e cinghiali. Con l’ordinanza n. 4/2022, nelle province liguri più colpite di Savona e Genova, è stata disposta l’uccisione immediata sia dei suini che dei cinghiali allo stato brado o semibrado, sia dei suini allevati in piccole stalle, prevedendo anche il divieto di ripopolamento per i 6 mesi successivi all’ordinanza.

Il Ministero della Salute ha emanato anche un decreto direttoriale per l’abbattimento degli animali in 78 Comuni del Piemonte e 36 della Liguria, considerate aree infette. La Regione Piemonte ha così fatto sapere che «nella zona infetta definita dal Ministero è stato avviato il depopolamento dei suini domestici degli allevamenti allo stato brado e famigliari maggiormente a rischio di contatto con i suini selvatici», mentre non c’è alcun intervento nei confronti degli allevamenti convenzionali, che «garantiscono sufficienti condizioni di biosicurezza». Questo ad ulteriore prova che gli allevamenti protetti sono una barriera efficace alla diffusione delle malattie.

Ricordiamo che la PSA colpisce esclusivamente i suidi, per i quali è altamente contagiosa e devastante per le popolazioni selvatiche di cinghiali e per gli allevamenti di suini, mentre è completamente innocua per gli esseri umani, ai quali non è in nessun caso trasmissibile. Gli abbattimenti sono terminati ad aprile, ma i risultati purtroppo non sono stati all’altezza delle aspettative. Infatti, nella zona infetta sono stati abbattuti tutti i suini di tutti gli allevamenti, che erano tutti sanissimi tranne un caso nel Lazio, mentre non è stato fatto praticamente nulla per il depopolamento dei cinghiali. Gli abbattimenti effettivi non sono stati nemmeno un decimo di quelli preventivati e, se si continua così, la PSA arriverà presto in qualche zona densamente popolata di suini o, peggio, di trasformatori.

Settimanalmente l’IZSUM, Istituto Zooprofilattico Umbria e Marche, aggiorna la mappa dei ritrovamenti di cinghiali infetti, che si sta allargando lentamente, adeguando di conseguenza le zone infette. Ma mentre gli abbattimenti colpiscono duramente gli allevamenti, i cinghiali continuano a scorrazzare tranquillamente. Assosuini è ovviamente d’accordo con l’approccio descritto nelle varie circolari, in quanto lo scopo dell’abbattimento di massa è proteggere tutte le aziende che operano nel settore della carne, pilastro di un importante sistema economico e sociale. Ciononostante Assosuini manifesta una certa preoccupazione sull’effettiva realizzazione del metodo di lavoro, che ha lasciato praticamente indenni le popolazioni selvatiche di cinghiali.

Pertanto, come Associazione degli Allevatori Suinicoli Italiani, sollecitiamo una più efficace realizzazione di quanto preventivato, specialmente riguardo agli abbattimenti dei cinghiali, vero veicolo di diffusione del virus.

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