Se quanto documentato sarà confermato dalle autorità competenti, saremo di fronte a comportamenti inaccettabili, che danneggiano gli animali e l’intero comparto.
La normativa prevede che durante il trasporto i suini possano accedere sempre all’acqua e che sia assicurata una ventilazione adeguata al numero degli animali, alle condizioni del carico e alle temperature previste. Per i viaggi superiori alle otto ore esistono inoltre indicazioni specifiche sulla temperatura e sul flusso d’aria.
Una recente nota del Ministero della Salute ha richiamato tutti gli operatori a pianificare attentamente viaggi e soste, privilegiando le ore meno calde. Prima della partenza devono essere verificati l’idoneità degli animali, la corretta densità di carico, la manutenzione del mezzo, il funzionamento dei sistemi di ventilazione e rilevazione della temperatura e l’efficienza degli abbeveratoi.
Non accettiamo che singoli episodi siano utilizzati dalle associazioni animaliste per criminalizzare indistintamente gli allevatori, gli autotrasportatori e la suinicoltura italiana. Allo stesso tempo, però, non intendiamo negare il problema né offrire giustificazioni a chi non rispetta le regole. Condotte simili colpiscono anche gli allevatori che hanno cresciuto correttamente gli animali e i trasportatori professionali che ogni giorno lavorano con serietà.
Per questo proponiamo l’apertura di un tavolo con le associazioni degli autotrasportatori specializzati, allo scopo di definire procedure operative condivise per i periodi di caldo intenso, rafforzare la formazione e prevenire nuovi episodi. Tutelare il benessere degli animali significa anche difendere il lavoro, la credibilità e il futuro dell’intera filiera suinicola.



