Tre incontri, in una settimana, con i più qualificati organismi istituzionali della suinicoltura italiana. Il progetto per la realizzazione del Consorzio di Garanzia del Suino Italiano, il cui obiettivo è quello di coinvolgere tutti gli allevatori che vedono nella nascita di un marchio totalmente italiano un elemento di autentica distintività, continua il suo cammino forte di un’adesione che cresce di giorno in giorno.

Il 25 luglio scorso il direttivo Assosuini si è riunito per confrontarsi sulla prima bozza dello Statuto che sarà la spina dorsale del futuro ente di tutela.

Due giorni dopo, il 27 luglio, alcuni allevatori promotori del Consorzio si sono recati presso gli uffici del Crpa di Reggio Emilia dove, insieme ad alcuni esponenti della Federazione nazionale di prodotto di Confagricoltura (Fnp) hanno avviato un proficuo confronto registrando il favore e il supporto dell’organizzazione agricola.

Infine, il 29 luglio, presso la sede Anas di Gualtieri (RE), si è tenuto un incontro tecnico per valutare alcuni aspetti specifici del futuro Disciplinare di produzione. Oltre al gruppo di allevatori promotori dell’iniziativa, tra cui il presidente di Assosuini, Giuseppe Ferrari e il consigliere Omar Gobbi, vi hanno partecipato il direttore generale di Anas, dottor Maurizio Gallo, il ricercatore del Crpa, dottor Andrea Rossi e Dario Folla di Ava, l’Associazione veneta allevatori che al progetto del Consorzio sta garantendo un forte appoggio.

Tra gli allevatori, della nascita del Consorzio di Garanzia del Suino Italiano si parla con sempre maggiore insistenza e soprattutto interesse. E’ un progetto importante alla cui nascita, come si vede, stanno offrendo il loro contributo i più qualificati esponenti del mondo scientifico, tecnico, istituzionale della suinicoltura italiana. La sua realizzazione assicurerà la distintività del prodotto italiano rispetto a quello estero, favorirà l’export, contrasterà il fenomeno della contraffazione. In buona sostanza, aiuterà il consumatore a fare una scelta alimentare consapevole. Perché è lui, il consumatore, la nostra priorità. Tutto questo, in termini economici, costituirà un valore aggiunto.

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