A novembre sale la redditività degli allevamenti suinicoli

In leggero aumento a novembre la redditività dell’allevamento suinicolo italiano, agevolata da una diminuzione dei costi. Bene anche la redditività dei prodotti DOP e degli stagionati non tutelati. Molto bene i tagli freschi. In calo la macellazione.

A novembre si registrano dati positivi per l’allevamento suinicolo italiano. A rivelarlo è il Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica del S. Cuore, diretto dal professor Gabriele Canali), che registra un aumento del +0.9% su base congiunturale. Un dato dovuto principalmente alla diminuzione del prezzo delle materie prime per l’alimentazione degli animali. Ma anche all’aumento dei prezzi dei suini pesanti da macello.

Se su base congiunturale abbiamo un segno positivo, il rapporto con lo stesso periodo dello scorso anno (tendenziale) resta negativo, registrando un -17,3%. Volendo scendere nel dettaglio, a novembre i suini pesanti da macello, per la categoria tutelata, registrano un prezzo medio di 1,536€/Kg facendo registrare appunto un +0.9%. Sono invece i suini di allevamento di 30 Kg che registrano un calo. Il loro costo è di 2,023 €/Kg e il calo rispetto al mese precedente è del -6% e del -7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Assosuini ipotizza, per il mese di dicembre, una buona redditività degli allevamenti suinicoli in quanto il prezzo dei suini pesanti da macello dovrebbe essere in aumento, rispetto a novembre, Inoltre, i costi delle materie prime per l’alimentazione dovrebbero essere, pur a livelli alti, mediamente invariati rispetto a novembre.

Macellazione

A novembre cala anche la redditività della macellazione: -1.4% rispetto al mese precedente. Questo dato nasce dalla diminuzione delle quotazioni dei lombi e dall’aumento dei prezzi dei capi da macello. Segno negativo anche sul fronte tendenziale: -3.7%.

Tagli freschi

Su questo versante, sempre a novembre, si registrano dati molto positivi. Il prezzo delle cosce per la categoria pesante, destinate alla produzione tipica, sale ad 4,780 €/Kg. L’incremento è misurato a +0.6% rispetto al mese precedente. Anche rispetto allo scorso anno il dato è buono: si registra un +20.7% che è anche il dato migliore da aprile 2018 per questo specifico settore.

Le cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche non registrano alcuna variazione e restano a 4,090 €/Kg. Positiva quindi anche la variazione tendenziale, che resta del +25.7%.

Il taglio dei Lombi continua a far registrare segni negativi. Per il taglio Padova abbiamo un prezzo di 3,125 €/Kg e quindi un -2.3% rispetto al mese precedente. Positivo il bilancio rispetto allo scorso anno sullo stesso periodo: +0.8%. Il taglio Bologna, invece, registra un prezzo di 3,025 €/Kg, con un -2.4% rispetto allo scorso mese e con un +3.9% su base tendenziale annua.

Stagionatura

Il settore registra andamenti differenti a seconda della tipologia di prodotto. I prodotti DOP (riguardate a questo proposito il nostro convegno “Genetica dei prosciutti DOP, quale futuro per la filiera?“) registrano infatti segni positivi sia mensilmente +1.3% che su base annua +28.9%.

A soffrire è il prodotto pesante non tutelato, che fa registrare segni negativi su base annua con un -13.3% e un segno positivo su base congiunturale con un leggerissimo +0.1%. Dati che confermano la forte superiorità del prodotto DOP rispetto a quello non tutelato, con un +24%.

Questo segno positivo si riscontra anche analizzando meglio i prezzi medi nel mese di novembre: +2.2% per un valore di 9,125 €/Kg. Ancora meglio su base tendenziale, con un +16.2%.

Anche il prodotto non tutelato registra prezzi medi in aumento a novembre: 6,275 €/Kg con un +1,2% rispetto al mese precedente ed un +1,6% nei confronti dello scorso anno.

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