Settore suinicolo: tempo di definire i prezzi massimi e minimi della materia prima

Siamo tutti d'accordo sul definire i prezzi massimi e minimi della materia prima? Perché programmare la produzione per governare l'offerta sul mercato potrebbe essere la strategia giusta per far crescere tutto il settore suinicolo.

In seguito agli ultimi dati sul mercato dei salumi e delle carni suine emessi dal portale Teseo by CLAL, sono arrivati subito i commenti degli esponenti del settore, come Davide Calderone, direttore di Assica, Vincenzo Giuliani, buyer freschi di Conad ed Elio Martinelli, Presidente di Assosuini. Tutti sembrano essere concordi sulla linea da seguire: definire i prezzi massimi e minimi della materia prima.

“I consumi non stanno dando ancora segnali di ripresa e soprattutto sulla carne fresca continuiamo a registrare flessioni a volume, mentre i salumi hanno dato negli ultimi due mesi segnali positivi, anche sui prosciutti DOP”, commenta il top buyer di Conad Giuliani: “Il consumatore, finché gli stipendi restano fermi, non ha altra scelta che cercare la convenienza e il risparmio per contrastare l’inflazione accumulata. Da un lato i macelli devono sostenere prezzi elevati per i maiali, dall’altro faticano a piazzare la carne a prezzi che coprano i costi industriali. Credo sia arrivato il momento di abbassare il prezzo della materia prima, in particolare del suino vivo”.

Anche Calderone esprime il suo parere sulla situazione della filiera suinicola, con il pesante DOP che ha registrato, nella più recente seduta Cun, il secondo calo consecutivo, attestandosi a 2,307 euro/Kg: un calo oggettivamente atteso, che il direttore di Assica spera diventi strutturale per riportare i prezzi alla ragionevolezza. “Se in passato gli allevatori hanno sofferto, riteniamo che oggi sia necessario per la filiera definire prezzi oltre ai quali non si può andare, pena il crollo dei consumi”, sostiene Calderone, spiegando che l’alto costo della materia prima è diventato insostenibile, visto che il mercato purtroppo non accetta più certi aumenti dei prodotti finali. Per questo, secondo il direttore, sarebbe ora di stabilire nella filiera un prezzo massimo del suino vivo.

Se questo vuol dire anche stabilire un prezzo minimo, discutiamone. Io sono disponibilissimo”, puntualizza il Presidente di Assosuini Elio Martinelli, proponendo che sarebbe giusto fissare un prezzo minimo per salvaguardare gli allevamenti dalla chiusura certa. “Io non voglio più far parte di una filiera in cui non sono neanche tutelato a stare per lo meno sopra al costo di produzione – continua Martinelli – Che senso ha far parte di una filiera dove c’è una marea di vincoli, a volte purtroppo dei controlli di tipo poliziesco, perché questo è il termine giusto, e non sono neanche tutelato per avere una salvaguardia della mia attività come reddito? Se Calderone propone un prezzo massimo, allora dobbiamo fermare anche il prezzo minimo. Discutiamone.”

Una domanda alla filiera, dunque: “Siamo tutti d’accordo sul definire i prezzi massimi e minimi della materia prima? Perché programmare la produzione per governare l’offerta sul mercato potrebbe essere la strategia giusta per far crescere tutto il settore suinicolo.

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