Tra PSA e costi alle stelle

Come evitare l’abbandono dell’attività da parte degli allevatori calmierando prezzi di energia e alimentazione dei suini? Le filiere suine italiane si distinguono dalle altre europee per la specificità nella produzione del suino pesante da salumeria. Oltre alle tre crisi comuni alle altre filiere zootecniche, quella suina sta affrontando anche il problema della PSA, con pesanti ripercussioni sui costi della biosicurezza e la chiusura alla movimentazione di diverse aree del Paese. Essendo l’alimentazione la principale voce di costo, le filiere suine sono particolarmente esposte alle turbolenze del mercato delle materie prime e le ripercussioni negative possono generare abbandono dell’attività o diseconomie difficilmente riassorbibili in tempi brevi.

Obiettivi

• Messa in sicurezza della filiera agroalimentare garantendo approvvigionamento commodity e continuità dei trasporti;

• riduzione impatto sui costi energetici della guerra in Ucraina sia per produzione sia per trasporto;

• introdurre nella Pac strumenti di intervento per tutte le fasi della filiera, compresa quella industriale per mantenere equa la distribuzione dei ricavi lungo ogni anello;

• preservare la capacità di acquisto dei consumatori attraverso leve fiscali;

• sostegno alla fase industriale di trasformazione che dal 2019 vive aumento carne, aumento energia, aumento costi imballaggio, problemi all’export a causa della PSA;

• sostegno alle filiere Dop e Igp e indennizzo per i costi di certificazione – tutela della qualità certificata in un momento in cui i costi comprimono oltremisura i margini;

• contenimento urgente della PSA (reti e riduzione selvatico).

Azioni

Ridurre gli oneri energetici di sistema;

predisporre risorse per sostenere la produzione agricola e zootecnica con l’obiettivo di ridurre la dipendenza con l’estero favorendo contratti di filiera che consentano investimenti adeguati ad essi dedicati;

• introdurre nella Pac strumenti di intervento per tutte le fasi della filiera, compresa quella industriale, per mantenere equa la distribuzione dei ricavi lungo ogni anello;

rimozione dei vincoli del Green New Deal che non consentono di aumentare facilmente la superficie coltivabile.

sostenere gli investimenti industriali nelle aziende della filiera per l’installazione di impianti volti ad aumentare l’autosufficienza energetica;

ridurre la fiscalità al consumo equiparando l’Iva sui salumi, oggi al 10%, a quella sui latticini (al 4%) per liberare risorse ed evitare che l’aumento dei prezzi comporti un’eccessiva riduzione dei consumi;

• terminare rapidamente la conversione dei decreti legge 4/2022 e 9/2022 per permettere rapidi interventi del Commissario straordinario alla PSA e adeguati indennizzi agli operatori della filiera (allevatori, macellatori, trasformatori).

Osservazioni

L’attuale situazione emergenziale comporta l’obbligo di osservare le problematiche in un insieme più ampio, analizzando con attenzione le ripercussioni di ogni scelta. L’iniziativa Ue di aprire l’ammasso privato delle carni suine indurrà con probabilità un aumento ulteriore dei prezzi delle carni, comportando rigidità nella disponibilità di materia prima. Il rischio è di generare un’inevitabile riduzione degli acquisti nella fase industriale e di consumo se a queste non verranno garantite misure atte a liberare redditività e disponibilità di spesa.

Anziché impiegare l’ammasso che appare una misura non opportuna nei tempi, si suggerisce di prevedere sistemi di aiuto diretto alla fase primaria per compensarli dei maggiori costi di allevamento, evitando di innescare la trasmissione dell’aumento dei prezzi delle carni lungo una filiera già altrettanto gravata dagli aumenti dei costi energetici, di trasporto, di imballaggio ecc. e che non può dunque far fronte ad ulteriori aumenti.

di Giuseppe Pulina (Ordinario di Zootecnica, Università di Sassari; Associazione per la Scienza e le Produzioni animali; Presidente di Carni Sostenibili) e Alberto Stanislao Atzori (Ricercatore di Nutrizione e alimentazione animale, Università di Sassari)

Fonte: Terra e Vita

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