Il mese di ottobre registra diversi segni negativi per la suinicoltura italiana. Ad incidere maggiormente sono i costi delle materie prime. Il dettaglio nell’analisi del Crefis.

Ci sono vari fattori che stanno rendendo questo periodo ancora più complesso per i suinicoltori italiani. Fra queste, l’aumento dei costi delle materie prime per la nutrizione degli animali. Il mese di ottobre, infatti, ha segnato anche per questo motivo un calo del 5,4% per quanto riguarda la redditività degli allevamenti, rispetto al mese precedente. Segno negativo che fa salire la differenza con lo stesso periodo dello scorso anno, al – 29,8%: cifra davvero considerevole.

Sono questi alcuni dati che emergono dal Cefis (Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica del S. Cuore, diretto dal professor Gabriele Canali) che mensilmente monitora nel dettaglio l’universo suinicolo.

Scendendo più nel dettaglio vediamo meglio alcune voci importanti.

Il prezzo degli animali

Il Cefis segnala che il prezzo medio dei suini pesanti destinati al circuito tutelato, è sceso a 1,522 euro/kg. Questo ha portato un calo del 5,2% rispetto al mese precedente e dell’1,1% rispetto allo scorso anno.

Stessa cosa per i suini di allevamento. Quelli dal peso di 30kg sono scesi del 12,6% con un valore economico di 2,151 euro/kg rispetto al mese precedente. Confronto con l’anno precedente -10,8%.

Macelli

Diversa è la situazione della macellazione, che vede il trend sempre in aumento. Rispetto al mese precedente vede un +1,9% e rispetto all’anno precedente un +5,4%. Sul fronte mercato, il risultato di questi numeri, porta ad un aumento delle cosce fresche dei suini pesanti per prodotti DOP (ora a rischio), fino a 4,750 euro/Kg, con un aumento sul mese precedente dello +0,4% e sull’anno precedente di un +21,1%.

Stesso discorso per le cosce fresche di suini pesanti per prodotto generico. Qui l’aumento è del +0,3% con un valore economico di 4,090 euro/Kg. Mentre sull’anno precedente registrano un +26,0%

Lombi

Per il taglio dei lombi, il Crefis registra un calo sia rispetto al mese precedente che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In modo particolare il Lombo taglio Padova ha un calo del -10,4% con un valore di 3,200 euro/Kg per quanto riguarda il mese precedente. Rispetto allo scorso anno il calo ammonta al -11.4%. Il Lombo taglio Bologna cala a 3,100 euro/Kg con un -3.4% rispetto al mese precedente e -9.4% rispetto allo scorso anno.

Stagionati

La redditività dei prodotti suinicoli stagionati ha registrato in ottobre un calo a causa dell’aumento dei prezzi delle cosce fresche. Rispetto al mese precedente, i prodotti pesanti destinati al DOP registrano un -1.9% mentre quelli generici un -1.6%. Questa flessione mensile non intacca però il buon andamento annuale del settore, che registra un +25.8% per i DOP e un +4.4% per i generici.

Gli ultimi due dati degni di nota, riguardano il mercato del Prosciutto di Parma DOP. Nello scorso mese d’ottobre questo prodotto ha registrato un aumento del +2.8% rispetto al mese precedente con una quotazione di 8.925 euro/Kg. Positivo anche il trend annuale, che registra un +13.7%.

Stesso discorso per il prosciutto non tutelato che registra un +0.4% sia sull’anno precedente che sul mese precedente, con una quotazione di 6.200 euro/Kg.

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