Il mese di agosto fa registrare un aumento dei prezzi dei suini da allevamento pesanti. Continua a soffrire la macellazione, che vede un ulteriore calo rispetto a luglio. Bene l’andamento dei tagli di carne, mentre i prosciutti stagionati rallentano.

A certificarlo è il Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica del S. Cuore), che ha registrato un netto aumento dei prezzi dei suini pesanti destinati al macello, con conseguente aumento dei guadagni da parte degli allevatori. L’aumento è del 6.4% rispetto a luglio: un incremento che però migliora poco la tendenza generale, anche a causa degli elevati prezzi delle materie prime per l’alimentazione dei suini.

Gli animali da allevamento, invece, fanno registrare quotazioni al ribasso. Per la precisione, suinetti di peso di 30 kg, con un valore pari a 2,753 euro/kg, registrano un calo rispetto a luglio del 16,7%. Il prezzo di questi animali, se paragonati ai prezzi dello scorso anno nello stesso periodo, hanno però una variazione positiva pari a +24,5%.

Il fronte della macellazione, a causa dei prezzi più alti dei capi pesanti destinati al macello, vede un decremento che è quantificabile con un -1.6% a livello congiunturale, e del -5.2% a livello tendenziale. Questo è accaduto nonostante vi siano prezzi favorevoli dei tagli di animali.

Il mercato dei tagli, infatti, risulta in crescita. I prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni tipiche hanno avuto un incremento del 3.7%, con prezzi assestati intorno ai 4,560euro/kg. Questi numeri consentono a questo tipo di taglio di mantenere un incremento rispetto al 2020, quantificabile in un +32,2%.

Le cosce fresche destinate al circuito generico mostrano un incremento del 3,7% con un valore di 3,940 euro/Kg. Anche gli altri tipi di tagli mostrano segni positivi. In generale, il Crefis, registra un + 38.9%. Nel dettaglio, il taglio Padova e il taglio Bologna aumentano rispettivamente dell’11,7% e del 7.5% rispetto al mese precedente. I loro prezzi hanno raggiunto rispettivamente i 4,100 e i 3,450 euro/kg. Se paragoniamo lo stesso periodo dello scorso anno, registriamo incrementi rispettivamente del +6,5% e +4,5%.

I prosciutti stagionati hanno avuto un agosto contrastato. Sia i prodotti DOP che quelli generici hanno avuto un calo, probabilmente dovuto ai prezzi alti delle cosce fresche. Sempre il Crefis segnala un -3.3% per la DOP (su cui rischiano di gravare troppi vincoli) e un -1.6% per i prodotti generici. I prosciutti pesanti sia DOP che generici registrano invece variazioni molto positive, registrando rispettivamente un +26,4% e un +20,2%, con una maggiore redditività della DOP.

Il mercato dei prosciutti stagionati dà infine lievi segnali di positività. Ad esempio, il prezzo medio mensile del Parma DOP raggiunge 8,500 euro/Kg, guadagnando +0,5% rispetto a luglio e +9% rispetto ai valori di agosto 2020. Gli stagionati del mercato generico restano stabili, con un lieve incremento (1.6%) del valore tendenziale.

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