Con il decreto n. 1602 del 10 febbraio 2026, Regione Lombardia ha disposto la sospensione del Bollettino Nitrati a partire dal 13 febbraio 2026, per la restante parte della stagione autunno-vernina 2025-2026. Una decisione attesa dalle imprese agricole e zootecniche, che arriva al termine di mesi particolarmente complessi dal punto di vista climatico e operativo.
L’inverno appena trascorso è stato caratterizzato da precipitazioni eccezionali, con terreni saturi d’acqua per settimane e condizioni di portanza tali da rendere, in molti casi, materialmente impossibile l’accesso ai campi. In questo contesto, il rispetto delle finestre di spandimento previste dal sistema del Bollettino Nitrati si è trasformato in un vincolo irrealistico, esponendo gli agricoltori al rischio di sanzioni pur in assenza di reali alternative operative.
La sospensione rappresenta dunque un atto di buon senso. Consente alle aziende di gestire i reflui zootecnici in modo responsabile e coerente con le condizioni effettive dei suoli, evitando forzature che, paradossalmente, rischierebbero di compromettere proprio quegli obiettivi ambientali che la normativa intende tutelare.
L’esperienza di questi mesi dimostra con evidenza un punto centrale: un approccio eccessivamente rigido e calendarizzato non è compatibile con la variabilità climatica che ormai caratterizza le nostre stagioni. Concentrare la distribuzione dei reflui in poche settimane prima della semina, quando le condizioni meteo lo consentono, non è né ambientalmente né agronomicamente sostenibile. Significa aumentare il rischio di ruscellamento, ridurre l’efficienza di assorbimento dell’azoto da parte delle colture e comprimere l’organizzazione aziendale in finestre temporali troppo ristrette.
Il tema si inserisce nel quadro più ampio dell’applicazione della Direttiva Nitrati e della procedura d’infrazione che ancora coinvolge l’Italia. È una questione che incide direttamente sulla possibilità per il nostro Paese di modulare in modo più flessibile e coerente le proprie regole attuative. Assosuini chiede con chiarezza che venga fatto il punto sulla procedura: quali contestazioni sono ancora pendenti? Quali sono i tempi previsti per la loro eventuale chiusura? Le imprese hanno bisogno di un quadro normativo stabile, non condizionato da un contenzioso europeo dai contorni indefiniti.
Nel frattempo, si registra con interesse la recente decisione della Commissione Europea che apre alla possibilità di utilizzare fertilizzanti RENURE – azoto recuperato dai reflui zootecnici – anche oltre il limite dei 170 kg di azoto per ettaro, nel rispetto delle tutele ambientali. È un segnale importante nella direzione dell’economia circolare e della valorizzazione agronomica dei reflui. Tuttavia, perché questa opportunità non resti solo sulla carta, è indispensabile che le regole di applicazione siano semplici, chiare e sostenibili.
La vera svolta, come Assosuini sottolinea da tempo, sarebbe il riconoscimento del digestato, senza ulteriori trattamenti, come fertilizzante equivalente a quelli chimici. Numerosi studi ne hanno dimostrato l’efficacia agronomica e la capacità di fornire azoto prontamente disponibile alle colture. In questo ambito, non va dimenticato l’impegno costante degli allevatori nell’adeguamento normativo: il passaggio diffuso all’interramento dei reflui ne è un esempio concreto, con benefici evidenti in termini di riduzione delle emissioni e miglioramento della sostenibilità ambientale.
La sospensione del divieto di spandimento legata al Bollettino Nitrati deve diventare l’occasione per aprire una riflessione strutturale sul sistema. L’obiettivo deve essere quello di coniugare tutela ambientale, certezza del diritto e sostenibilità economica delle imprese zootecniche. Regole più aderenti alla realtà agricola non significano meno attenzione all’ambiente, ma maggiore efficacia delle misure adottate.
Le aziende chiedono di poter lavorare in un quadro chiaro, stabile e coerente con le dinamiche agronomiche reali. È su questo terreno che si gioca la competitività del settore e la capacità di coniugare produzione, responsabilità ambientale e innovazione.



